Lavoro a Tempo Determinato. Avete la "Dignità" di Conoscere i Vostri Diritti?

Lo chiamano Decreto Dignità: Decreto legge 12 luglio 2018 n.87.

La disciplina aggiornata sul contratto di lavoro a tempo determinato, una tipologia di contratto direi peculiare nel nostro settore che fornisce un certo grado di sollievo e sicurezza da parte del datore di lavoro. Molti ne parlano, pochi s'informano. Una sorta di gioco del telefono senza fili dove le notizie (già partite da fonti discutibili) raggiungono in poco tempo distanze incredibili compiendo infinite trasformazioni.

Ecco un pò di chiarezza e qualche link serio (non al bancone del bar dopo 20 birre) dove poter approfondire i propri dubbi.

Le Novità in Breve

La principale novità riguarda proprio la durata: il singolo contratto non può avere una durata maggiore di 12 mesi. La somma della durata di tutti i contratti a termine presso lo stesso datore di lavoro (riguardanti mansioni di pari livello e categoria legale) non può superare i 24 mesi. Purtroppo questo non si applica per le attività di natura stagionale (secondo il D.P.R. 11 Luglio 1995, attività con un periodo d'inattività di almeno 70 giorni continuativi o 120 giorni non continuativi).

Nel caso in cui la durata del singolo contratto ecceda il limite dei 12 mesi il datore di lavoro DEVE individuare (e deve poter dimostrare) l'esistenza di particolari cause non prevedibili e casuali previste dall'art. 19. La mancata indicazione di tali cause (o l'impossibilità di provare una carenza improvvisa di forza lavoro dovuta all'anticipata maternità di Mario oppure al terremoto del '76) comporta la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.

Il contratto può essere prorogato liberamente nei primi 12 mesi, oltre tale momento solo se apposte specifiche ragioni. Il numero massimo di proroghe è 4, alla quinta il contratto diventa indeterminato!

Attenzione Attenzione, se il rapporto di lavoro dovesse prolungarsi oltre la data di termine, il lavoratore ha il diritto di percepire una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno extra:

  • del 20% fino al decimo giorno
  • del 40% dall'undicesimo

Ma non è finita qui; se questa estensione lavorativa extra-contrattuale dovesse continuare (oltre 30 giorni per contratti inferiori ai 6 mesi, oltre 50 giorni negli altri casi) il contratto si trasforma in indeterminato. Interessante il fatto che entro il limiti di 30 e 50 giorni la prestazione lavorativa non è considerata "a nero" in quanto risulta essere "in tolleranza". Beh mi par giusta questa tolleranza ma non dimenticatevi di quel piccolo dettaglio dell'aumento percentuale sulla retribuzione dei dipendenti....anche perchè per legge hanno 180 giorni di tempo per far causa all'azienda!!!

E i Lavori Stagionali?

I contratti stagionali purtroppo si comportano in maniera differente per loro natura. Alcuni punti, come il tetto massimo di 24 mesi, non si possono applicare ma altri si. Questo link vi può fornire un quadro generale sul contratto a termine per attività stagionali. Con una dichiarazione congiunta, la FIPE è riuscita ad estendere il criterio di stagionalità in materia di rinnovo contrattuale anche alle attività commerciali che non effettuano periodi di chiusura stagionale purché prevedano un aumento significativo della mole lavorativa in determinati periodi dell'anno.

Dignità o Precariato?

Che sia un decreto volto a favorire l'inserimento nel mondo del lavoro a tempo indeterminato oppure una manovra che involontariamente accelererà il ricambio occupazionale si vedrà solo col tempo. All'oggi non ci sono ancora leggi che tutelano una continuità nel mondo stagionale, anzi forse c'è una, si chiama disoccupazione!

7.2.2019
Jasmine
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